Note nuove

“Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu…
Ma se io salgo su questa scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita… Se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio”.
(A. Baricco, Novecento)
E’ tempo di note nuove, di comporre un’altra sinfonia come tante ne componiamo nella nostra vita e come tante ne portiamo a termine. All’inizio di ognuna di esse, la prima cosa che facciamo, è cercare la tonalità giusta per la nostra ouverture, una tonalità che ci permetta di raggiungere le note più basse come quelle più alte. E si, perché la nostra sinfonia è variegata: è allegra, è andante, moderata, adagio, lento, scherzoso, a tratti anche tragica… e chi più ne ha, più ne metta. Potremmo dire che sono infinite, come infinita è la musica che è dentro di noi. Si, infinita, perché chi l’avrebbe mai detto che in un così piccolo frammento di carne, destinato persino a perire, Dio ha nascosto una così grande e perfetta armonia?
Allora una domanda sorge spontanea: tutte quelle sinfonie stonate che spesso ascoltiamo? “Ora tu pensa: un pianoforte…” quando perdiamo di vista gli spartiti, o quando smettiamo di esercitarci, quando pensiamo di modificare la sinfonia pensata per noi, o quando addirittura ci sediamo sul seggiolino sbagliato volendo suonare una sinfonia che è propria di Dio… allora, l’armonia si perde, le note stridono e l’orecchio, anche quello dell’ascoltatore più distratto, nota subito che quello che abbiamo suonato non è musica ma solo l’arrangiamento disordinato di un musicista avventato.
Anche per noi è tempo di suonare note nuove, quelle note perfettamente accordate e in armonia con la sinfonia che Dio ha pensato per ciascuno di noi. Ognuno sul nostro seggiolino, ognuno col nostro pianoforte, tutti strumenti del grande Compositore che è Dio.
Buon cammino a tutti
Don Giuseppe
Nuovo Vescovo per la Diocesi di Cefalù

S. E. Rev.ma
Mons. Vincenzo MANZELLA
L’Ecc.mo Mons. Vincenzo Manzella è nato a Casteldaccia (Palermo) il 16 novembre 1942. Ha compiuto gli studi medi e il quadriennio teologico al Seminario Arcivescovile di Palermo. In seguito, dopo l’ordinazione sacerdotale, ha conseguito la specializzazione in Pastorale e la laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense, come pure la laurea in Teologia presso la Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino.
È stato ordinato sacerdote il 1° luglio 1967 per l’Arcidiocesi di Palermo.
Questi gli incarichi più importanti da lui ricoperti:
1968-1970 Segretario dell’Em.mo Cardinale Francesco Carpino.
1970-1978 Segretario dell’Em.mo Cardinale Salvatore Pappalardo.
1976-1978 Segretario aggiunto della Conferenza Episcopale Siciliana.
1978-1986 Arciprete della Parrocchia matrice di Termini Imerese.
1986-1991 Rettore del Seminario Arcivescovile di Palermo.
Per diversi anni ha svolto anche il compito di Difensore del Vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico diocesano e quello regionale. È stato Moderatore dell’Istituto Teologico S. Paolo di Catania, Presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero e membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori.
Eletto alla Sede Vescovile di Caltagirone il 30 aprile 1991, è stato ordinato Vescovo il 29 giugno dello stesso anno. Attualmente è Delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per i Problemi Sociali, del Lavoro e Giustizia e Pace.
Da oggi 17 settembre 2009 è il 73° Vescovo della Chiesa Cefaludense.



