La proposta

 

I giovani e giovanissimi che sognano

 

Giovanissimi e giovani santi, lieti e coraggiosi. È questo il sogno dell’Azione cattolica, con la certezza che non sono traguardi né fuori dalla portata né fuori dal tempo.

L’AC sogna e crede a giovanissimi che sappiano affrontare le incertezze della loro età e del loro tempo con determinazione. Non perfetti, ma forti; capaci -ognuno a modo proprio- di vivere in pienezza la propria età, pronti a cogliere le occasioni per crescere ed esprimersi e non a rifugiarsi in un quieto vivere fatto di indifferenza o di semplice passività. Che non si lasciano spaventare da uno stile di vita più essenziale, dove si impara a nutrirsi di ciò che sfamare a non lasciarsi vincere da vincere da una paura di restare “fuori”; che sappiano “scandalizzare” e fare nascere interrogativi nei coetanei con una coerenza semplice, non forzata, ma umilmente coraggiosa. Questo è il regalo che  l’AC intende fare ai giovanissimi con il suo percorso formativo, i suoi educatori e la sua vita associativa: provocarli, stimolarli, aiutarli a mettersi in discussione, accogliendo le incertezze e le paure come trampolini e non come trappole: a diventare protagonisti nella propria crescita, nella vita della Chiesa, nella loro vita e in tutti quegli spazi che abitano (la famiglia, la scuola, la società). Un protagonismo originale, evangelicamente ispirato: permeato dalla persona di Gesù e dall’amicizia con Lui.

L’Azione Cattolica sogna giovani santi. Saldi, sereni, intelligenti, capaci di sognare ad occhi aperti, di vivere la propria vita fino in fondo, pronti a decidere e a rischiare, a compiere passi impegnativi e a trascinare dietro di sé chi non trova la forza. Giovani desiderosi e capaci di scoprire e di far crescere il rapporto con Gesù, compiendo con Lui la strada verso la pienezza di una vita illuminata dalla presenza di Dio. Giovani santi, santi in questo tempo, nei nostri luoghi. Santi nel rispetto degli altri e nell’apertura all’altro, anche quando è lontano e diverso. Giovani capaci di fidarsi di Dio e di riconoscerlo come Padre, consapevoli di essere amati da Cristo e di essere figli come Lui, in grado di giungere alla conclusione che questa è la fonte della felicità autentica. Portatori della gioia di chi è salvato per sempre e per questo protagonisti di una comunicazione profetica e coraggiosa di una Buona Notizia. Giovani che si sentono protagonisti della vita della Chiesa, che se ne assumono la responsabilità nel servizio educativo, nella vita della comunità parrocchiale e diocesana, nella vita dell’associazione. Giovani che si sentono soggetti capaci di assumersi delle responsabilità nei luoghi di lavoro e di studio, ma anche nella propria città e nella società. Giovani della “porta stretta” (Mt 7,13-14).

 

 

Per lasciarsi incontrare da Gesù Cristo

 

L’incontro con Gesù è l’esperienza fondamentale di ogni credente, da cui ha inizio una vita cristiana autentica. Questa proposta formativa ha per fine ultimo che ciascuno, e quindi anche ogni giovane e giovanissimo, possa incontrare Gesù, o meglio, lasciarsi incontrare dal Risorto.

Ma perché lasciarsi incontrare da Gesù?

Perché, come raccontano le parole della Santa Scrittura, è Lui che si avvicina, che chiama, prima ancora di cercarlo, perché, per Lui, ciascuno di noi è importante.

A ogni giovane e giovanissimo il Signore rivolge uno sguardo pieno di amore e di simpatia; lo stesso sguardo che Egli ha rivolto al giovane che gli chiedeva cosa avrebbe dovuto fare per avere la vita eterna (Mt 19, 16-22). Solo in quello sguardo è possibile cogliere che la realizzazione della propria esistenza è in Gesù, il Salvatore, verso una pienezza inimmaginabile. Lui, vero uomo, aiuta ciascuno a divenire autenticamente uomo e a testimoniare nella propria vita la dignità di chi è figlio di Dio, riconoscendo in tutte le cose, anche le più ordinarie e quotidiane, le “impronte digitali” del Signore, poiché «tutto è stato fatto per mezzo di Lui e niente è stato fatto in tutto ciò che esiste» (Gv 1,3).

La parola viva del Vangelo e il suo ascolto fedele aiutano a restare aperti all’incontro con Gesù oggi: un incontro libero, fiducioso, gratuito, sorprendente. Non è un’esperienza intellettuale, una pura ricerca dottrinale, o solamente una gratificazione emotiva, ma è la scoperta di Cristo come Colui che promette e realizza la salvezza per tutti gli uomini e le donne attraverso la sua resurrezione. Solo chi Lo incontra autenticamente è capace di testimoniarLo. Incontro e racconto sono due facce di un’unica esperienza, sono alla base dell’elaborazione dei Vangeli e fondamento della vita della Chiesa: incontrare per raccontare, raccontare per incontrare.

 

 

Perché l’incontro con Gesù Cristo si trasformi in un cammino stabile

 

Al patrimonio dell’Azione Cattolica appartiene l’intuizione della formazione permanente. Coltiviamo l’idea, che la formazione di ciascuno non sia qualcosa a termine, ma che sia bisogno di alimentala e sostenerla sempre, perché non ci si può stancare di crescere con autenticità e profondità.

La formazione deve resistere alle stanchezze e ai cambiamenti della vita e trova senso pieno nella continuità; non riguarda solo alcuni ambiti- per esempio la fede- ma è capace di abbracciare tutte le dimensioni dell’esistenza umana.

Accanto alla formazione, che si vive nella pienezza della vita associativa, nella Chiesa diocesana, nella comunità parrocchiale e nella vita di gruppo, assume valore e importanza anche l’autoformazione. Essa rappresenta la capacità di investire creativamente la propria responsabilità nella formazione di sé in modo da alimentare continuamente e personalmente le radici delle scelte più importanti e della quotidianità.

Il cuore della proposta formativa dell’associazione è la coscienza intesa come quel luogo intimo e personale in cui ognuno diventa consapevole del bene e del vero già presenti in essa, e verso cui liberamente acconsente di orientare la propria vita attraverso scelte stabili. Per questo può formare veramente solo ciò che è accolto saldamente nella coscienza di ciascuno attraverso scelte libere, in cui esercitare un discernimento spirituale per decidere il significato delle esperienze vissute, il valore delle proposte ricevute e il peso delle parole ascoltate.

È la coscienza dei giovani e dei giovanissimi che ci sta a cuore, perché imparino a conoscere il vero bene posto in loro da Dio e le diano forma attraverso l’esercizio di quelle virtù che rendono la vita solidamente intrecciata con il Vangelo. Libera dai condizionamenti e capace di donarsi gratuitamente, accogliendo come centro della propria esistenza la relazione con il Signore, scegliendo stabilmente di mettersi alla sua sequela.

 

 

 

(da: Sentieri di speranza )